Eugenia de Montijo – Almudena de Arteaga

“Eugenia de Montijo” 

Una biografia, una vita, una storia che appartiene al protagonista ma che appartiene a tutti noi. Dietro ad una biografia si nasconde un pezzo della nostra storia ma anche la vita di un singolo. Questo binomio a mio avviso ci permette di consapevolizzare che la storia siamo noi (infatti “ogni vita merita un romanzo”). Con queste letture, forse, riusciamo a venire fuori dalla passività ma a fare un piccolo passo per prendere in mano le redini della nostra storia, personale e sociale, prima che diventi passato, per ricordare che siamo umani, tutti!! Senza dimenticare che coloro che fanno ufficialmente la storia, sono solo più ricchi  … ma sono come noi. EMOZIONI, è diverso il modo di esprimerle, forse, ma siamo tutti emotivi, anche coloro che dell’emotività hanno perso la strada … o almeno credono di averla persa, per “paura” forse di affrontarla. Leggiamola un po’ questa emotività. Almudena de Arteaga, attraverso la storia di Eugenia, ci trascina nel più intimo angolo dell’emotività di una donna forte e passionale  in un periodo in cui non si può raccontare a gran voce il proprio impeto. Leggendo questo libro, immagino Eugenia come una donna alla quale non arriva l’amore materno desiderato, una donna che ha un forte bisogno di amore, di un amore talmente puro che nessuno può, nessuno può amarla così nemmeno l’uomo che lei ama, il quale preferisce sceglie sua sorella, come del resto anche sua madre sceglie sempre sua sorella, come del resto anche lei ama più di tutti sua sorella. Ma è proprio forse questa debolezza che la rende forte e la fa arrivare ad essere … l’imperatrice di Francia!! proprio così, la nostra debolezza è forse quella caratteristica di noi che ci porta nella vita ad essere ciò che siamo, ad occupare il posto che occupiamo.

Eugenia ha dovuto/voluto rinunciare al suo unico amore perché ha scelto sua sorella Paca. Si ricompensa indossando la corona imperiale di Francia al fianco di Napoleone III. Alla fine ci racconta che capisce che Dio le ha dato tutto quanto si può desiderare nella vita, per toglierglielo poi piano piano. Attraverso la vita di questa donna forte e passionale conosciamo l’umanità, con i suoi vizi e le sue virtù. Attraverso la vita di questa donna storica conosciamo un pezzo di storia, anche della nostra storia.

Le besé en la nuca y lo abracé. Me miró sorprendido. La frivolidad no era uno de mis defectos aunque muchos así lo creyesen. Era lógico que le extrañara. Las noticias debían de ser malas, aunque no podía imaginar de de qué se trataba. Una idea me vino repentinamente a la cabeza.

¿Tiene que ver con Víctor Manuel?

Garibaldi y Víctor Manuel se acercan para conseguir la unidad. Pero eso no es lo que me preocupa.

Me separé de él enojada.

¿Qué pasa con los estados pontificios?

¡Escuchame! Para mí es muy difícil darte esta noticia.

Estuve a punto de rechistar. Pero se levantó y me tapó la boca para continuar. Por primera vez desde que nació Lulú estabas de nuevo espléndida y cariñosa. No quise preocuparte con nada.

Le di un manotazo para que me dejase de amordazar y me mantuve callada. Él prosiguió:

Antes de salir de Paris tuve una reunión con Jacobo. Paca no andaba bien a pesar de lo que te dijeron los médicos. Pero su deseo era que tú no sufrieras. Sabía muy bien que si te notificaban su verdadero estado de salud no hubieses querido venir. Por eso me pidieron que no te informase de nada hasta que regresáramos.

Un escalofrío recorrió todo mi cuerpo. Miré aterrada a Luis y sólo pude balbucear un palabra:

¿Sabías … ?

Me abrazó con fuerza.

El odio que sentía hacia él un instante antes se acrecentó hasta estallar. Si sólo me hubiese ocultado un asunto de Estado posiblemente le hubiera perdonado. ¡Pero engañarme con respecto a mi hermana era muy diferente!

[...]

(versione italiana – traduzione mia)

Lo baciai e lo abbracciai. Mi guardò sorpreso. La frivolezza era un difetto che non mi apparteneva, anche se così molti credevano. Era logico che si sorprendesse. La notizia doveva essere brutta ma non immaginavo quanto. Improvvisamente ebbi un’idea.

- Riguarda Vittorio Emanuele?

- Garibaldi e Vittorio Emanuele si avvicinano per ottenere l’unità. Ma non è questo che mi preoccupa.

Provai ancora annoiata.

- Che succede con lo Stato Pontificio?

- Ascoltami!Per me è molto difficile darti questa notizia.

Stavo quasi per rispondere a puntino. Ma si alzò e mi tappó la bocca per proseguire. Da quando è nata Lulú, per la prima volta, sei tornata in splendida forma, sei amabile. Non volevo incupirti per nessuna ragione.

Gli diedi uno schiaffo per liberare il mio viso dalla sua presa e rimasi calma. Proseguí:

Prima di lasciare Parigi ho avuto un incontro con Jacobo. Nonostante quanto ti hanno detto i medici, Paca non stava bene. Il suo desiderio però, era non farti soffrire. Sapeva benissimo che se ti avessero comunicato il suo reale stato di salute non saresti partita. Per questo mi ha chiesto di non dirti nulla fino al nostro rientro.

Un brivido mi percorse. Guardai terrorizzata Luis e balbettai solo una parola:

- Sapevi … ?

Mi abbracció con forza.

L’odio che un momento prima provavo per lui crebbe fino a scoppiare. Se mi avesse nascosto un affare di stato forse lo avrei perdonato. Ma ingannarmi su mia sorella era un’altra cosa!

[...]

Poche righe per comprendere un legame di una vita, le vicissitudine, le inquietudini, l’esplosione di un odio passionale, della collera. Un’esplosione quasi visibile per quanto è forte. Leggiamo ancora una descrizione che questa donna ci fa della sua stessa vita:

Apoyada en el balcón de mi casa podía ver perfectamente toda la place Vendôme. París ardía en fiestas y Luis Napoleón estaba a punto de aparecer. [...] El ímpetu bonapartista se respiraba en toda Francia. Los gritos de “Vive l’empereur!” ensordecieron las calles de Aviñón, Arles, Marselle, Montpellier, Burdeos y ahora París.

(versione italiana – traduzione mia)

Dal balcone di casa mia potevo vedere Place Vendôme intera. Parigi ardeva in un clima di festa, Luis Napoleone stava per mostrarsi. [...] l’impeto bonapartista si respirava in tutta la Francia. Voci in festa che avevano gridato “Vive l’empereur!” avevano assordato le strade di Avignón, Arles, Marsiglia, Montpellier, Bordeaux e ora anche quelle di Parigi.

Un ultimo brevissimo passo per darvi esempio dell’intimitá di questo libro, se pur storico, della sua capacità di mostrarci l’umanità a cui tutti apparteniamo. Un’altra esplosione emotiva quasi tangibile, in poche righe troviamo riassunto qui un intero percorso storico. Leggiamo ancora:

Soltó el arma de golpe y corrió a detenerme  cogiéndome de los hombros. – Necesito tu ayuda más que la de nadie. Es cierto que vivimos apaciblemente, pero ¿Cuánto durará? ¿Crees qe mi tío Napoleón hubiese llegado donde llegó sentado tranquilamente en su trono?

Tú serás la regente de este país en mi ausencia. Así podrás demonstrar a todo el mundo que también eres una mujer de gobierno. ¿No es eso lo que siempre has querido?

Me dejó helada. Ni siquiera se me había pasado por la cabeza. De pronto la ide de derrotar a los austríacos me tentó como a él. Me emocioné y lo abrazé.

(versione italiana – traduzione mia)

All’improvviso lasciò cadere l’arma e mi corse incontro afferrando le mie spalle per trattenermi. – Ho bisogno del tuo aiuto più di ogni altra cosa. È vero che viviamo in pace, ma quanto durerà? Pensi che mio zio, Napoleone, è arrivato dove è arrivato, stando tranquillamente seduto sul suo trono?

In mia assenza tu sarai la sovrana di questo regno. Così potrai dimostrare a tutti che sai essere anche una donna di governo. Non è questo ciò che che hai sempre desiderato?

Rimasi di pietra. Non mi era mai balenata per la mente una cosa simile. Improvvisamente fui attirata, come a lui, dall’idea di sconfiggere gli austriaci. Ero entusiasta e lo abbracciai.

Un momento di condivisone anche in una coppia fredda e distaccata. Un momento di debolezza consapevole, l’idea del potere attira tutti, anche i più nobili di cuore: leggiamo in queste poche righe il piacere del potere!