Dos palabras di Isabel Allende

Isabel Allende – “Dos Palabra” – da “Cuentos de Eva Luna”- Plaza & Janés Editores
Mi permetto di nominare la grandissima Isabel Allende perché questo racconto è da anni oramai il mio preferito e ogni volta che lo rileggo (quasi a memoria ma mai a memoria) mi emoziono. Poche, semplici e dirette parole per descrivere ciascun personaggio fin dentro la sua vita personale, quella che in realtà non ci viene raccontata ma ci spinge a immaginare. Ma parliamo di ISabel Allende e un vero autore è, a mio umile avviso, colui che sa accendere la tua immaginazione facendoti perdere il contatto con la realtà senza che tu te ne renda conto. Questa capacità di rendere reali i suoi personaggi e di creare delle trame fantastiche, intense e originali è davvero incredibile, io la definirei una magica. Qualcuno mi può rispondere “e certo che i suoi personaggi sembrano reali, lei copia dalla realtà” e solo per i più ingenui rispondo (gli altri facciano finta di non aver letto perché in fondo le mie sono solo riflessioni) “ma esiste qualcuno che non copia? Ci sono copie e copie originali!” … ma questo è vero per me. “Dos palabras” è la storia di Belisa Crepusculario che ci viene subito descritta nelle prime quattro righe del racconto come segue:
(citazione) Tenía el nombre de Belisa Crepusculario, pero no por fe de bautismo o acierto de su madre, sino porque ella misma lo buscó hasta encontrarlo y se vistió con él. Su oficio era vender palabras.
(Traduzione mia) Il suo nome era Belisa Crepusculario e non perché fu battezzata come credente, e nemmeno per volere di sua madre, cercó il suo nome lei stessa finché non trovó questo e si sentí comoda nell’indossarlo. Lei vendeva parole.
Metaforicamente parlando, io vivo questo racconto come un fiore in cui ogni petalo racconta un pezzettino ma tutti i petali insieme sono armonici e formano un unico fiore, tanto magico quanto reale. Di reale, ci vedo la descrizione di squarci di vita; di magico, la capacità di metterli insieme per inventare un nuovo mondo reale. La sua capacità di accompagnarci per mano in mondi a noi geograficamente lontani, ma anche umanamente lontani, è srabiliante. Cito ancora qualche frase, la prima riguarda un’altro petalo che racconta della vita di Belisa; la seconda ci racconta del valore della parola, valore sul quale spesso non riflettiamo:
(citazione) Durante una interminable sequía le tocó enterrar a quatro hermanos menores y cuando comprendió que llegaba su turno, decidió hechar a andar por las llanuras en dirección al mar, a ver si en el viaje lograba burlar a la muerte.
(traduzione mia) Durante una interminabile siccità dovette seppellire quattro fratelli minori e quando capí che era arrivato il suo turno, decise di camminare per la pianura in direzione del mare, voleva vedere se con questo viaggio sarebbe riuscita a burlarsi della morte.
(citazione) [...]se enteró  que las palabras andan sueltas sin dueño y cualquiera con un poco de maña puede apoderárselas para comerciar con ellas.
(traduzione mia) [...] le parole vanno a pié libero e senza padrone e chiunque, con un po’ di abilità, se ne puó appropriare autorizzandosi a commerciarle.
Buona lettura